Un viaggio nelle nuove povertà in copertina, intervista al sociologo Zygmunt Bauman e inserto centrale sul GMA, Gruppo Missioni Africa. A breve dipsonibile il calendario 2012 sulle donne africane. Prenota subito le tue copie!

 

È uscito il numero 10 – 2011
di “SOLIDARIETA’ Internazionale”,
rivista mensile
di fatti, notizie e cose
dal mondo edita da
Solidarietà e Cooperazione – Cipsi:
questo mese viaggio nelle nuove povertà, intervista al sociologo Zygmunt Bauman
e inserto speciale sul GMA, Gruppo Missioni Africa.

 

A breve sarà disponibile il CALENDARIO 2012 di “Solidarietà Internazionale” dedicato alle donne africane.
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IN QUESTO NUMERO

 

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La fede nel futuro

 

La Copertina: Viaggio nelle nuove povertà

Hotel Termini. Una domenica all’ostello della Caritas alla stazione Termini di Roma. L’incontro con uno scorcio di umanità, fatta di nuovi poveri, figli di una crisi che ormai colpisce anche classi di popolazione fino ad ora ritenuta immune dal pericolo della povertà. Giovani, padri di famiglia, gente che non riesce ad arrivare a fine mese. di F. Tacchia

Quella povertà che nega i diritti. Essere poveri oggi significa non solo arrivare boccheggiando alla fine del mese o, più spesso, non arrivarci affatto. Essere poveri oggi significa vedersi negati diritti essenziali, come quello ad avere una casa e un lavoro, come il diritto a un futuro, all’educazione, alla salute o, ancora, alla giustizia. E il popolo dei diritti negati cresce ogni giorno di più, colpevole la crisi ma anche le strategie sbagliate per gestire l’onda lunga della povertà. È su questi aspetti che si concentra l’undicesimo rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia dal titolo “Poveri di diritti”, di Fondazione Zancan e Caritas Italiana. di G. Gay

La catena della povertà. Intervista ad Alberto Farneti (Caritas di Roma). L’evoluzione dell’utenza della Caritas, i servizi offerti, il ruolo essenziale e insostituibile dei volontari. a cura di M. Romani e F. Tacchia

 

Inserto speciale. GMA: Con l’Africa nel cuore

San Zeno di Montagnana (PD). Una delle tante parrocchie di questa zona del Veneto. Una regione da cui sono partiti tanti missionari sia religiosi che laici. Qui ci sono dei ragazzi che hanno costituito un gruppo missionario. Si tengono in contatto con i loro amici che sono partiti per l’Africa. Si scambiano delle lettere. Dall’Africa, come sempre, arrivano tante richieste e qui, in Italia, in parrocchia, ci si dà da fare, con i pochi mezzi che si hanno, per rispondere a queste richieste. Si lavora sul piccolo. Si impacchettano vestiti usati, si selezionano medicinali, si cerca di trovare qualche spicciolo per dare una mano a chi è là perché, a sua volta, possa dare una mano agli africani. Il contatto più forte è con l’Eritrea. Qui ci sono alcuni missionari Pavoniani, che da anni si danno da fare per evangelizzare la popolazione ma anche per rispondere alle esigenze materiali della tanta gente che incontrano nel loro ministero. I ragazzi del gruppo missionario cercano di rispondere e, piano piano, il loro lavoro comincia a portare frutti anche notevoli. Il gruppo aumenta di numero. Si espande oltre i limiti della parrocchia. Comincia a prendere contatti con altri gruppi e realtà che, sia nella regione che in altre parti d’Italia, stanno lavorando con l’orizzonte della solidarietà. Fino all’inizio degli anni ’80 quando, ospitati dai padri Pavoniani di Montagnana, i ragazzi si costituiscono in un’associazione e fanno nascere il Gma. Allora, proprio per il rapporto con i padri in Eritrea, Gma significava Gruppo Missioni Asmara. Poi il lavoro cresce, le richieste anche. Dalla solidarietà con l’Eritrea si parte per altri paesi. Nasce un rapporto privilegiato con l’Etiopia. Si cominciano iniziative nuove e, un po’ alla volta, l’associazione mette radici in tutta Italia. Non si chiamerà più Gruppo Missioni Asmara, ma Gruppo Missioni Africa, perché da quel primo incontro, si è iniziato a guardare a tutto il continente africano. Nel 1982, il Gma forse per primo in Italia, lancia una Campagna di adozioni a distanza proprio per mettere in contatto diretto le persone che vogliono essere solidali con coloro che sono seguiti dai missionari italiani. Ne nasce una cultura nuova. Si comincia a capire che non esiste solo un movimento di aiuto e solidarietà verso l’Africa; non esistono donatori e beneficiari, ma si mette in moto un meccanismo di relazione. La cooperazione non è dono, è scambio. È questa la politica del Gma. Una politica che non ha ricadute solo in Africa ma anche nel nostro paese perché da quel piccolo gruppo missionario nato in una parrocchia della bassa veneta, è partito un cammino di solidarietà a tutto campo che ha portato il Gma anche ad incontrarsi con le povertà, i bisogni e le disabilità presenti in Italia.

Interventi di Padre V. Vitali, M. Boggian, L. Viganò, L. Tornatore, G. Griffo.

 

L’intervista

Gente d’Europa, alziamoci. Incontro con Roberto Musacchio. Nato a Miami da una famiglia immigrata. Tornato con la famiglia a Roma. Il padre medico. Di sé dice che, forse proprio per queste origini “migranti” è uno in continua ricerca, all’interno di una scelta di fondo che è stata quella della militanza politica. A partire da “quella condizione di mezzo” che da sempre contraddistingue la “classe media”. Non proletario, ma neanche dall’altra parte. Con la voglia di un mondo un po’ più giusto, un po’ più umano. Adesso a 55 anni, con una esperienza politica che lo ha portato anche al parlamento europeo, continua la ricerca di sempre. Soprattutto in questo tempo di crisi della politica e della democrazia. Ora è impegnato attivamente nell’associazione di carattere formativo “Altramente” (www.altramente.info).di E. Melandri

 

Contorni&Dintorni

Le macerie di Bamyan. Se la guerra arriva a distruggere anche l’arte. La distruzione delle statue buddiste di Bamyan preludeva all’inizio di una guerra che ancora non finisce. È una sensazione di dolore quella che si prova visitando ciò che resta dopo la distruzione. Quello stesso dolore che si prova al cospetto delle rovine della moschea bosniaca o della chiesa ortodossa in Bosnia, tra le offese quotidiane di Hebron. di N. Rinaldi

Cile… Ma Santiago non è Chicago. Si assiste ad una interessante convergenza tra temi di carattere ambientale, di giustizia sociale, di contestazione al sistema neoliberale e critiche ad una costituzione ritenuta illegittima. di D. Del Bene

A colloquio con Zygmunt Bauman. Siamo noi il problema sociale. “Ci troviamo in mezzo al nulla, nella terra di nessuno, non abbiamo dove andare e dove ritornare. Io ritengo che la causa da cui derivano tutti gli altri problemi siamo noi stessi. Il problema sociale è il nostro modo di vivere, il nostro stile di vita, senza una soluzione a questo è presumibile che non riusciremo a risolvere nessun altro problema”.di F. Giovannetti e N. Perrone

Gilad Shalit e i suoi fratelli palestinesi. Tanti interrogativi dopo lo scambio tra il Caporale Gilad e un migliaio di prigionieri di Hamas. Da sempre esiste, sotterraneo, un dialogo tra Hamas e Israele. E lo scambio forse non prelude alla pace, ma ad una sorta di alleanza contro l’autorità Palestinese, soprattutto dopo la richiesta formale all’Onu per il riconoscimento dello Stato palestinese, fatta da Abu Mazen. di Abuna Mario

Giordano: la voce del padrone. La marcia vera comincia ora. Anche se, o proprio perché moltissimi degli oltre 200.000 partecipanti, sono già impegnati: nel volontariato e nel servizio civile nazionale ed internazionale, nella militanza in associazioni espressione della società civile, nella folla dei recenti referendum. di G. Zoni

 

Le nuove rubriche di “Solidarietà Internazionale”

Gli altri siamo noi Per approfondire e far conoscere dall’interno storie di vita ed eventi del mondo degli “altri”. In questo numero “Il radar anti-immigrati”. di S. e R. Marcone

E ancora

Le rubriche di commento, analisi e riflessione di Gianni Caligaris, Tonio Dell’Olio, Giancarla Codrignani, Antonio Nanni, Cleophas Adrien Dioma, Roberto Musacchio, Guido Barbera, Michele Zanzucchi e la bacheca con eventi, appuntamenti e consigli editoriali a cura di Tiziana Miglino.

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