VARSAVIA, CONCLUSA LA COP19 ONU SUL CLIMA.
FAIRWATCH “ENNESIMA OCCASIONE PERSA, ORA NETTO CAMBIO DI ROTTA”
Varsavia, 24 novembre – Si chiude con un ulteriore rinvio delle decisioni che contano nella lotta al cambiamento climatico la 19a Conferenza delle Parti Onu sul cambiamento climatico che si è tenuta negli scorsi giorni a Varsavia. nonostante le aspettative e l’urgenza richiesta a gran voce da società civile, Paesi in via di Sviluppo e mondo scientifico per un’azione decisa e forte, le delegazioni governative hanno scelto l’attendismo.
“Le conclusioni della COP appena conclusasi a Varsavia” dichiara Alberto Zoratti, presidente dell’ONG Fairwatch presente come osservatore alla COP19, “sarebbero paradossali se non fossero tragiche. Il tifone che ha appena spazzato via le Filippine così come la tragedia nella nostra Sardegna avrebbero richiesto maggiore responsabilità tra i negoziatori che, al contrario, si dimostrano totalmente sganciati dalla realtà effettiva.”
“Nessuna certezza sui fondi per adattamento e mitigazione, nessun impegno concreto di riduzione delle emissioni di gas climalteranti, una generale conferma della necessità di raggiungere un accordo entro il 2015 per renderlo operativo dal 2020 sono alcuni dei non-risultati raggiunti da questa Conferenza, che si è caratterizzata per una presenza forte e invadente del privato, soprattutto delle lobbies del carbone e del gas, che sono riuscite persino a far dimettere il Ministro dell’Ambiente polacco, e presidente di turno della COP, perchè troppo critico sul fracking e sull’estrazione di shale gas”.
“La lotta al cambiamento climatico” continua Zoratti, “non si può limitare al solo ambito multilaterale ed internazionale delle COP. La prossima settimana come società civile all’interno dell’Osservatorio sul commercio Tradegame saremo a Bali in Indonesia in occasione della Ministeriale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, uno dei pochi ambiti multilaterali dove si prendono le decisioni che contano e che riguardano l’architettura dell’economia internazionale. Collegare questi due ambiti” conclude Zoratti, “con le vertenze territoriali come il No al biocidio appena sceso in campo a Napoli o la lotta contro il TAV o la cementificazione del nostro territorio significa creare le condizioni per tornare come movimenti sociali alla prossima COP20, prevista in Perù nel 2014, con una carta in più: la legittimazione da parte delle comunità locali e dei territori per una vera transizione ecologica ed equa delle nostre società. Il rischio, al contrario, è essere complici di un disastro annunciato”.
Fonte e contatti: email: Alberto Zoratti, azoratti@yahoo.it, cell 349 6766540
Varsavia, COP19. La società civile abbandona la Conferenza Onu sul clima.
Le organizzazioni non governative e i movimenti sociali presenti a Varsavia hanno deciso di lasciare i lavori della COP19 (la Conferenza della parti delle Nazioni unite), per denunciare la mancanza di ambizione e l’irresponsabilità dei governi presenti a Varsavia di fronte alla tragedia del cambiamento climatico.
Centinaia di persone appartenenti ai maggiori network internazionali, tra cui Climate Justice Now, Climate Action Network e l’International Trade Unions Network stanno abbandonando lentamente la Conferenza Onu, chiedendo uno scatto di dignità ad un processo sempre più indebolito ed inefficace. Dopo la tragedia delle Filippine, dopo i tornado negli Stati Uniti, dopo la Sardegna è necessario prendere da subito azioni concrete di mitigazione delle emissioni di gas climalteranti. Uscendo da un modello di sviluppo sbagliato ed insostenibile.
Le associazioni ambientaliste, sociali, le Organizzazioni non governative e sindacali presenti alla Conferenza Onu sul clima in corso in questi giorni a Varsavia, hanno deciso oggi con un’azione clamorosa di abbandonare i negoziati.
Tra le organizzazioni della società civile che hanno deciso di abbandonare i lavori della 19a Conferenza delle Parti dell’Onu sul cambiamento climatico ci sono anche Legambiente, la CGIL, Fairwatch ed il WWF Italia. “Alla Conferenza di Varsavia” si legge in una nota “i Paesi ricchi non hanno nulla da offrire. Molti Governi dei Paesi in via di sviluppo stanno lottando ma non riescono a tutelare adeguatamente le necessità ed i diritti delle loro comunità”. “E chiaro che” continua la nota “se si continuerà in questo modo, i prossimi due giorni di negoziato non decideranno le azioni che il mondo così disperatamente attende”.
“Per questo abbiamo deciso di utilizzare meglio il nostro tempo abbandonando volontariamente i negoziati climatici di Varsavia. Al contrario abbiamo scelto di impegnarci a mobilitare i cittadini per fare pressione sui nostri Governi per prendere la leadership per una seria lotta al cambiamento climatico. Lavoreremo per trasformare i nostri sistemi alimentari ed energetici a livello nazionale e globale così da porre le basi per un’economia sostenibile e low carbon con lavoro e vita degni per tutti. Così da ritornare ai negoziati portando la voce di tutte quelle cittadine e di quei cittadini che hanno a cuore un futuro sostenibile per l’intero pianeta”.
Le foto dell’azione su http://comune-info.net
Per contatti – Alberto Zoratti (Fairwatch) 349 6766540 – azoratti@yahoo.it

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