L’Africa continua a camminare con i piedi delle donne

Nel 2011 due donne africane e una yemenita sono state insignite del Premio Nobel per la pace. Per evidenziare il ruolo insostituibile delle donne nei paesi poveri, soprattutto in Africa, nella costruzione della pace.

 
 

Eravamo partiti tre anni fa – con una campagna che pareva a prima vista impossibile – per chiedere l’attribuzione del Premio Nobel alle le donne africane, da sempre il perno di qualsiasi sviluppo umano, sociale, economico e politico del continente. La risposta è stata corale e inaspettata. Da ogni parte del mondo persone, gruppi, associazioni, enti locali hanno fatto a gara per appoggiare questa campagna. Donne e uomini dello spettacolo, dello sport, dell’arte e della cultura, delle imprese e della politica si sono uniti per dare la loro solidarietà e il loro appoggio. Si sono susseguite iniziative di ogni genere per far conoscere all’opinione pubblica questa richiesta che veniva dalla società civile. Fino ad arrivare all’attribuzione del premio Nobel per la pace a Ellen Johnson Sirleaf, Leymah Gbowee e Tawakkul Karman.

Un riconoscimento importante e significativo che rappresenta non solo un punto di arrivo, ma un ulteriore punto di partenza. Esso ci ha detto quanto sia importante dare spazio, in qualsiasi processo di sviluppo, al genio femminile. Quanto, anche nell’attuale situazione di crisi che attraversa il mondo, il punto di vista delle donne africane, da sempre abituate e donare, proteggere, educare e custodire la vita, sia indispensabile per trovare forme umane all’uscita delle crisi. Per restituire all’economia – troppo spesso divenuta fine a se stessa e preda di processi speculativi – il suo ruolo legato strettamente alla vita. Per rilanciare una cooperazione dal volto umano con il continente africano, privilegiando l’impegno fondamentale delle donne. Per favorire, laddove esistono conflitti, processi di riconciliazione e di pacificazione. Perché le donne africane – Nobel per la pace – continuano a camminare. Giorno dopo giorno. Portando sulle spalle la voglia di vita e di pace di tutto il continente africano.

Continuano a prendere il cammino sulle strade africane, per andare a prendere l’acqua. E ogni loro passo diviene una denuncia di qualunque tentativo di speculazione sull’acqua e sui beni comuni. Continuano a portare i loro prodotti al mercato per poter assicurare ogni giorno il nutrimento necessario alla loro famiglia. Rivendicando il diritto ad una economia legata alla vita e non alla speculazione finanziaria. Continuano a donare, a mantenere e far crescere la vita, in questo continente che, nonostante i drammi e le tragedie, non cessa di vedere ogni nascita come un dono di Dio. In una sorta di legame indissolubile con la vita, dalla sua nascita al suo tramonto. Qui i bambini sono cercati ed accolti, superando spesso difficoltà enormi, sia dal punto di vista economico che sanitario. Qui gli anziani sono protetti e custoditi, come portatori di saggezza e di umanità. E sono sempre le donne a farsi carico di questa cura.

Continuano a camminare le donne africane. Nonostante le difficoltà. Superando anche ostacoli spaventosi. Come la violenza, gli stupri, le guerre, la mancanza di riconoscimento dei loro diritti, le forme di maschilismo. Continuano a resistere e a costruire speranza. Con il microcredito, con le organizzazioni sociali al femminile, con la costruzione di reti di servizio, con l’impegno politico. Continuano a tessere relazioni, per superare positivamente ogni forma di conflitto. Per cercare ogni possibile strada di riconciliazione. Per fare in modo che i loro sposi e i loro figli non vengano più inghiottiti nella spirale della guerra che uccide.

Continuano a stare in piedi, a testa alta, per rivendicare la loro dignità. Non scalfita dalla povertà, dalle condizioni avverse e da forme e tradizioni culturali che le penalizzano. Orgogliose di lottare per riprendere la sovranità dei propri corpi e delle proprie persone. Ora non possiamo lasciarle sole.

Sono nate e stanno nascendo per questo diverse iniziative che vogliono continuare una relazione solidale con le donne africane. Ci impegniamo a sostenerle, ad appoggiarle, a coordinarle insieme. Per riuscire, lavorando insieme, ad essere più efficaci ed incisivi. Ma, soprattutto vogliamo darci appuntamento . Ritroviamoci ad Ancona, la città da dove è stata lanciata la campagna Noppaw per l’Italia, dal 5 al 7 ottobre 2012. Saranno presenti alcune donne di Pikine, in Senegal, il luogo da dove è stata lanciata la campagna in Africa. Sarà l’occasione per riprendere insieme un cammino di solidarietà e di amicizia. Per intensificare le nostre relazioni e metterci accanto a loro. Per programmare insieme come accompagnarle nel loro cammino e sostenerle nelle loro lotte. Per info sul Convegno di Ancona clicca qui

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