Eugenio Melandri torna prete nella diocesi di Bologna

Siamo lieti di condividere che Eugenio Melandri, Direttore editoriale della rivista Solidarietà internazionale del CIPSI, è stato reintegrato come sacerdote. Don Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, lo ha incardinato nella diocesi di Bologna.  Il via libera al suo reintegro come sacerdote è arrivato dalla Congregazione per il clero, presieduta dal cardinale Beniamino Stella. Eugenio potrà di nuovo celebrare Messa, ventotto anni dopo la riduzione allo stato laicale a causa delle sue scelte politiche.

Fonte: Il Resto del Carlino

Dopo ventotto anni di riduzione allo stato laicale a motivo delle sue scelte politiche, Eugenio Melandri può finalmente ritornare a celebrare le messe all’interno della Chiesa. Ex europarlamentare e deputato della sinistra radicale, Melandri è stato sempre chiaro riguardo alle sue posizioni ed idee politiche, diventando ben presto un importante esponente nel mondo pacifista e non violento. Questo però ha portato ad una rottura con la congregazione saveriana di appartenenza, decisa per una sospensione a divinis e ad una riduzione allo stato laicale. Una sentenza che ha fatto soffrire profondamente Melandri. La sua intensa carriera politica e sociale, fatta di lotte e di impegni, non ha però indebolito il suo legame con i saveriani, specie sul fronte dello slancio umanitario a favore dell’Africa. La decisione di reinserire Melandri nella comunità è arrivata dalla Congregazione per il clero, presieduta dal cardinale Beniamino Stella, il quale ha archiviato la sua misura punitiva. L’ex deputato di Rifondazione comunista diventa così a tutti gli effetti un prete bolognese. Un gesto di sincera riconciliazione, frutto sicuramente del clima di misericordia che sta caratterizzando il Pontificato di Francesco, in un momento di dura prova per Melandri. Da tanti anni infatti sta combattendo una durissima battaglia contro il cancro. «I saveriani mi hanno accolto qui nella comunità di San Pietro in Vincoli – dichiara commosso Melandri – dopo la scoperta della malattia. Hanno accolto la mia richiesta, sanno che voglio vivere e mi stanno dando un grande supporto». L’incontro con papa Francesco, avvenuto agli inizi delle cure, è stato un momento di conforto per Melandri. «Accompagnavo un confratello in carrozzina, lui ha ascoltato la mia storia, il mio vissuto politico che non rinnego, il fatto che ho scelto di tornare tra i saveriani. A un certo punto, sorridendo, mi ha stretto le mani e mi ha detto: ‘Lei ha fatto bene’. Non posso dire che abbia influito sul mio ritorno a prete, ma il clima da lui creato in questi anni nella Chiesa aiuta a sbrogliare situazioni come la mia».

Non si sa esattamente quando Melandri tornerà a presiedere la messa, su un un aspetto, però, non ci sono dubbi: «Quando sarà, voglio dirla sulla tomba di don Tonino Bello, il vescovo della pace». Il vescovo che, già provato dal cancro, guidò la marcia pacifista, a cui partecipò lo stesso Melandri, per rompere l’assedio su Sarajevo. E che «da lassù deve aver speso una parola per me».

Notizia elaborata da https://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/cronaca/eugenio-melandri-1.4788524

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